La linea dell'Etna o San Fratello

I paesi della linea San Fratello erano fortezze naturali costruite in cima alle montagne.


Quando la 45a Divisione Statunitense, sulla costa settentrionale, girò a est sulla strada statale 113, si scontrò con la 29a 'Panzergrenadier-Division' tedesca (comandata dal Generale Maggiore W. Fries). 

La strada costiera corre lungo una stretta striscia tra le montagne ed il mare e attraversa corsi d'acqua che scendono dalle cime delle montagne tra alture ripide. Questa combinazione di alture e corsi d'acqua furono linee di difesa naturale e i tedeschi ne approfittarono, operando demolizioni e aggiungendo campi minati. 

Walter Fries
I Panzergrenadier di Fries fermarono la 45a divisione per tre volte: il 23 luglio presso il fiume Roccella, il 25 a Pollina e, il giorno dopo, sulla linea del fiume Tusa a ovest di Santo Stefano. Ogni volta gli americani dovevano combattere duramente per guadagnarsi l'attraversamento del fiume o per respingere il nemico dalle cime dei monti: spesso i tedeschi potevano essere sgomberati solo da pesanti bombardamenti. 

Il 31 luglio, dopo una settimana di sanguinosi combattimenti, la 45a Divisione era ancora a Santo Stefano, mentre verso l'interno la 1a Divisione stava combattendo lungo la statale 120 contro la 15a 'Panzergrenadier-Division' e riuscì a entrare a Nicosia il 28 luglio. 

Lo scontro si fermò del tutto sulla linea dell'Etna (Etnastellung o Linea San Fratello oppure 'Linea Hube') che iniziava da San Fratello e dai Monti Nebrodi e proseguiva per Cesarò, Troina, Adrano, Biancavilla fino ad Acireale per molte decine di chilometri. La linea dell'Etna ancorò questa serie di città chiave, la caduta di una delle quali avrebbe potuto scardinare l'intera posizione: a difenderla da sud a nord c'erano la 'H. Goering - Division' di Conrath, la 15a Panzergrenadier-Division di Rodt e la 29a Panzergrenadier-Division di Fries, mentre sparsi qua e là c'erano spezzoni delle divisioni italiane 'Aosta' e 'Livorno'. 

San Fratello, Troina e Adrano erano sorvegliate da una o più postazioni: Adrano ne aveva ben 4, mentre da noi venne la 29a Panzergrenadier-Division che aveva combattuto pochi giorni prima a Santo Stefano. I paesi della linea San Fratello erano fortezze naturali costruite in cima alle montagne e il generale Hube aveva dato l'ordine che ciascuna venisse mantenuta il più a lungo possibile per guadagnare tempo e consentire a mezzi e truppa il passaggio dello stretto. 


Per l'occasione, nelle zone teatro delle operazioni belliche c'era un notevole concentramento di soldati ed artiglieria. Numerose furono le casematte costruite per tempo nei luoghi impervi; le poche strade erano strette e disseminate di mine mentre le colline, coperte di boschi, vennero fortificate con artiglieria pesante. 

Questa situazione, favoriva chi era arrivato per primo in loco, cioè i soldati dell'Asse, così per breve tempo i pochi difensori ebbero il sopravvento sui molti aggressori. Dopo la caduta di Catania, Adrano, Misterbianco, Biancavilla, Paternò e Troina i tedeschi ripiegarono su Cesarò. Solo alla 29a Panzergrenadier di San Fratello, che qui arrivò a partire dalla fine di luglio, fu detto di resistere fin quando fosse stata costretta al ritiro: la linea dell'Etna era stata rotta. 

Questa celebre divisione era composta dal 15° e dal 71° Reggimento motocorazzati ed era soprannominata “Falco”: era stata annientata a Stalingrado ma fu poi ricostituita nella primavera del 1943.

A cura di Rosalia Ricciardi e Bettina Di Bartolo, Biografia di una bomba

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