Amministrative 2013 - Una possibile e auspicabile occasione di svolta


Il risultato di queste elezioni contiene elementi che si prestano ad una più approfondita riflessione e considerazione da parte di tutti i cittadini di San Fratello. La vittoria di Mario Fulia rappresenta certamente una novità di rilievo se confrontata con le tornate elettorali degli ultimi decenni.

Mai come in questa ultima competizione si era registrato un esito così sorprendente: se Fulia aveva in partenza tutte le carte in regola per contendere la poltrona all'uscente Sidoti e all'ex Ricca non era altrettanto facile pronosticarne il successo finale.

Dal 1993, anno in cui è stata introdotta l'elezione diretta del Sindaco, tutte le sfide si sono concluse con un esito largamente prevedibile: le liste venivano stilate in base al potenziale numero di voti dei possibili candidati e il criterio di scelta di una persona piuttosto che un'altra era proprio il numero di preferenze che questi riusciva a "garantire".


Quindi bastava mettere insieme un gruppo di persone con un giro quanto più vasto di parenti o di "clienti", nel senso più ampio del termine, per assicurarsi la vittoria finale. E la qualità? No, non era considerata una componente importante: non serviva...

Queste elezioni invece hanno presentato un importante elemento di discontinuità: una lista formata, in parte, da persone nuove e fuori dai vecchi schemi e un candidato Sindaco anch'esso con le stesse caratteristiche; le altre due liste, invece, sono state assemblate in maniera più "tradizionale" e secondo un sistema più “collaudato”.

Ma su questo risultato, sicuramente imprevedibile, ha avuto un peso determinante l'evento calamitoso del 2010: la frana ha smosso sia il terreno sotto i nostri piedi ma anche le coscienze, la sensibilità  e il senso di orgoglio e appartenenza ad una stessa comunità. E, inevitabilmente, la gestione del post evento ha creato situazioni diffuse di malcontento nella popolazione, anche se bisogna riconoscere che la precedente amministrazione ha fatto quello che ha potuto ma, ciò nonostante, ha "pagato" anche colpe non sue.


Quindi i cittadini sanfratellani questa volta hanno votato con la rabbia per quello che hanno perso e con la speranza e il desiderio di potersi affidare ad amministratori nuovi e più in grado (teoricamente) di rappresentare e sostenere un momento di svolta e di rinascita.

Ma oggi non possiamo non chiederci: saranno in grado questi nuovi amministratori di garantire una possibilità  di rilancio del nostro bel, nonostante tutte le "offese" subite, paesello? Io ho qualche dubbio....non entro nel merito delle capacità delle singole persone...tutte rispettabilissime e potenzialmente capacissime...ma la situazione di San Fratello oggi è veramente drammatica; interi quartieri e strade da ricostruire, scuole e chiese da rimettere in piedi e all'orizzonte, dopo il dissesto idrogeologico il dissesto finanziario e tutto questo, come se non bastasse, in un quadro politico ed economico regionale e nazionale  fortemente negativo.

C'è anche la necessità  per la nuova classe politica sanfratellana di dotarsi di un metodo amministrativo efficace, che segua linee progettuali precise con obiettivi individuabili e realizzabili...non è più tempo di improvvisazioni, superficialità, pressappochismo, o ancora peggio immobilismo totale.

I sanfratellani hanno scelto con il cuore pieno di speranza e non possono essere traditi. E a proposito di obiettivi individuabili e realizzabili vorrei suggerire al nuovo Sindaco di accantonare il progetto (cito dal suo programma): "Pedonalizzazione funzionale del centro storico, con riorganizzazione del traffico". San Fratello non è San Gimignano, non è Volterra, non è Bevagna....attenzione con il "copia e incolla".....


Basterebbe, per esempio, riqualificare, estirpando erbacce e raccogliendo rifiuti, le zone e i quartieri periferici e impedire e sanzionare la costruzione di avveniristiche opere architettoniche in puro stile favelas brasiliane...e poi dare finalmente respiro, attraverso iniziative e atti sostanziali e formali seri, alle peculiarità economiche, culturali e ambientali del nostro territorio per fornire a tutta la comunità  una possibilità  di crescita e di rilancio.

Magari non nei prossimi "100 giorni" ma nei prossimi 5 anni...questo "poco" sarebbe già  tanto.

Prof. Francesco Manasseri
Palermo

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