Pensiero su un insolito 4 novembre

di CARMELO EMANUELE. 
Da Presidente ieri doveva essere una giornata speciale, invece ho potuto percepire quanto si può essere lontani nello stesso piccolo paese. Scaricato da quella che pensavo fosse la parte sana di San Fratello, in seguito anche dagli stessi soci che rappresento.

Nell’indifferenza più totale ho affrontato il cammino della decadenza dalla Chiesa Madre fino alla piazza centrale, avvolto dai pensieri e dalla stessa solitudine che colpisce gli uomini quando capiscono di aver perso la battaglia decisiva. Anche se in questo specifico caso, parlare di battaglia è decisamente fuori luogo.

Eppure l’umiltà della nostra rappresentanza non si è persa del tutto per strada, e così accodati al corteo, giunti in piazza Monumento dopo aver sentito le belle parole del’Arc. Salvatore Di Piazza, del Sindaco Francesco Fulia e dell’assessore Salvatore Mangione, abbiamo deposto il nostro ricordo ai piedi del simbolo della moderna San Fratello, fondata su valori che esulano da quelli percepiti nella piazza. Il nostro dovere è stato compiuto, in ricordo dei tanti che furono in favore della nostra Patria! Poi, diritti a casa.  

Nei fatti quella che doveva essere una pacifica convivenza è stata trasformata da poche persone in uno scontro all’ultima nota, della serie ne resterà soltanto uno. E sinceramente non intendo fare parte di questa guerra fra poveri, perciò in attesa di chiudere il mandato da Presidente della Società Militari (scadrà il 31 dicembre), mi congedo in anticipo dal cosiddetto volontariato sociale.

Dopotutto, riconosco che il nostro piccolo centro ha ancora tanta gente in grado di fare del bene per questo stanco e martoriato territorio. Nella speranza però, che gli altri facciano sempre vincere l’interesse pubblico su quello personale, aiutando realmente e nei fatti San Fratello e i suoi cittadini. Voglio allo stesso tempo ricordare che non si può essere Sanfratellani a tempo determinato …o per sempre, o per niente! Quindi, prima di celebrare l’Unità Nazionale sarebbe meglio creare, comprendere e celebrare l’Unità Sanfratellana.   

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