Sviluppare le proprie imprese ed accedere ai fondi europei attraverso quattro comparti di rilievo sui Nebrodi

Noccioleti, ippovie, aree mercatali e rete di gusto ed accoglienza. Il Gal Nebrodi prepara la programmazione per agricoltura e turismo. 

di Sergio Granata.
Una importante possibilità per le aziende di sviluppare le proprie imprese ed accedere alla programmazione europea attraverso quattro comparti di rilievo sui Nebrodi e, soprattutto, i cosiddetti “contratti di filiera”.

Ad affiancare chi vuole preparare i progetti, ci sarà il Gal Nebrodi che ha a disposizione circa 500.000 euro per avviare allo startup interventi per noccioleti, ippovie, aree mercatali e rete di gusto ed accoglienza.

“In pratica- ha spiegato Francesco Calanna, presidente del Gal- per poter ottenere i fondi europei bisogna soprattutto programmare ed avere pronti progetti seri e credibili. I contratti di filiera mettono insieme produttori, trasformatori ed associazioni di prodotto che otterranno il 70% del finanziamento totale dell’investimento con i prossimi fondi europei (denominati 14/20) che saranno a disposizione da ottobre e che sono svariati milioni di euro”.

L’opportunità è stata illustrata dal presidente Calanna e dal direttore Generale del Gal Giuseppe Mazzullo nel corso di un incontro con amministratori ed imprenditori a Villa Piccolo davanti ad una folta platea di sindaci e imprenditori interessati all’accesso ai finanziamenti per sviluppare o far nascere settori molto radicati sull’area dei Nebrodi.

A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione Piccolo, Giuseppe Benedetto. Settori che possono dare occupazione, risorse ma anche, come nel caso della coltivazione delle nocciole, riportare attenzione sui terreni da tempo abbandonati e per questo più soggetti a fenomeni di dissesto idrogeologico.

Adesso quindi, si utilizzeranno i 500.000 euro per non farsi trovare impreparati all’appuntamento di ottobre, uno degli ultimi treni per un rilancio della filiera turistica ed agro alimentare dell’intera area dei Nebrodi che nei decenni scorsi è stata incapace (in buona parte) di sapersi valorizzare e trainare l’economia.

fonte: amnotizie.it

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