Tagli ai comuni, ecco come verranno affossati paesi come San Fratello

Gli assessori da quattro a tre, il consiglio da 15 a 12, e meno soldi per tutti.

di Giuseppe Romeo.

Comuni, si cambia. Varata la nuova legge che disciplina la composizione di giunte e consigli comunali, il cui percorso formativo si è concluso ieri con l’approvazione dell’assemblea regionale. Queste le principali modifiche, in vigore a partire dal prossimo turno elettorale amministrativo, nella primavera del 2016 in Sicilia. 

Sarà ridotto del 20% il numero di consiglieri comunali nei centri fino a 50 mila abitanti, mentre in quelli tra 50 e 100 mila, e per i centri capoluogo, la riduzione sarà del 10%. In comuni di fascia media, come ad esempio Capo d’Orlando, Patti, Sant’Agata Militello, dunque, alle prossime amministrative si eleggeranno 16 consiglieri invece che gli attuali 20.

Allo stesso modo, per i comuni fino a 3 mila abitanti i consiglieri passeranno dagli attuali 12 a 10, da 15 a 12 quelli nei centri fino a 10 mila abitanti. Per i comuni fino a 250 mila residenti si passerà a 32 consiglieri (rispetto ai 40 attuali). Per le città fino a 500 mila abitanti (dagli attuali 45 consiglieri) si passerà a 36, mentre a Palermo, unico centro con più di 500 mila abitanti, (dagli attuali 50) si eleggeranno 40 consiglieri. La riduzione maggiore riguarderà 375 comuni sui 390 siciliani. 

Taglio anche nelle giunte, con un numero fisso per i centri fino a 10 mila abitanti. Saranno, quindi, solo due gli assessori per i comuni fino a 3 mila abitanti, 3 per quelli fino a 5mila residenti. 4 assessori per i comuni tra 5 e 10 mila abitanti. Invariato per il resto dei comuni. Ma a subire i tagli maggiori saranno le indennità, sia nel caso di quelle mensili previste per la giunta e il presidente del consiglio comunale, sia nel caso dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali e circoscrizionali, adeguandosi alla disciplina statale. 

Una norma specifica è prevista per il presidente del consiglio comunale. Soppressi i consigli circoscrizionali, ad eccezione di Palermo, Messina e Catania. Salve le commissioni consiliari. I consiglieri comunali lavoratori potranno assentarsi per l’intera giornata successiva a quella della riunione del consiglio, nel caso in cui i lavori si protraggano oltre le due e non più oltre la mezzanotte. Per quanto riguarda le commissioni consiliari, i componenti avranno il diritto di assentarsi dal servizio per il tempo necessario alla partecipazione a ciascuna seduta. Limitato anche il rimborso per le spese di viaggio documentate per la partecipazione alle sedute degli organi di cui sono componenti ai soli amministratori che risiedano in un’isola minore e fuori dal comune [fonte: amnotizie.it].


L'APPROFONDIMENTO
Un taglio che ha il sapore dell'imbroglio! Un taglio che farà risparmiare qualche soldo ma certamente metterà ancora più in crisi i comuni, soprattutto i più piccoli. Sembra proprio che questo presunto risparmio affosserà ancora di più le piccole comunità, pur di far "mangiare" ancora i pesci grossi. 

San Fratello, attualmente circa 3.800 residenti, quindi dalle prossime amministrative (premesso che nel 2018 avremo ancora una popolazione residente sopra i 3.000 abitanti) ci saranno 12 consiglieri anziché gli attuali 15; tre assessori anziché quattro; e taglio di tutte le indennità e dei rimborsi.

Analizziamo uno per uno il danno che comporterà questa nuova legge nello specifico per il nostro piccolo comune.
1) Consiglio ridotto. La recente storia politica di San Fratello è caratterizzata da un consiglio comunale che in media ad appena un anno dalle elezioni si spacca, portando via consiglieri alla maggioranza. Questo fenomeno che si trasforma ben presto in una ingovernabilità è diffuso in tutti i piccoli comuni e secondo una statistica diffusa anche sul web, più è piccolo il comune maggiore diventa il rischio di ingovernabilità. Infatti per evadere il problema qualche anno indietro fu giustamente concesso un maggior divario fra consiglieri di maggioranza e opposizione eletti in consiglio. Con questa nuova legge la forbice torna ad accorciarsi, mettendo nelle mani di pochi il rischio di perdere la maggioranza in consiglio. Problemi che hanno avuto gli ex-sindaci Mangione, Ricca (sopratutto nel suo ultimo mandato), Sidoti dopo appena pochi mesi dall'elezioni vinte nel 2008 e in ultimo l'attuale Fulia.

2) Riduzione del numero degli assessori. Parliamoci chiaro! A San Fratello gli assessori che si sono distinti per capacità, intraprendenza ed efficacia si contano sulla punta delle dita, ma ciò non toglie che una mano al primo cittadino verrà necessariamente a mancare. Spesso ci sono settori che il primo cittadino non può tenere in considerazione per via di molti fattori (anche esterni alla politica). Quello più bistrattato a San Fratello è senza dubbio il turismo: principale fonte di ispirazione dei nostri politicanti quando salgono sul palco per "predicare all'aperto", che quasi fanno intendere di avere le capacità di trasformare San Fratello nella Taormina dei Nebrodi e poi...ad elezioni finite, tutto finisce nel vuoto "cosmico".

3) Taglio di indennità e rimborsi. Il taglio non è sbagliato, ma c'è un principio metodologico che non può pace! I potenti potano solo due foglie nei loro rigogliosi giardini, mentre a noi tagliano direttamente i rami lasciandoci solo il tronco dell'albero. Con il risultato di mettere più scompiglio nei piccoli comuni, dove questi rimborsi non sono poi così corposi, e non incideranno molto sul bilancio della spesa pubblica. Meno soldi al sindaco, all'assessore e al consigliere del piccolo comune che spesso ci rimettono pure soldi per il loro operato, quando ancora oggi un deputato regionale può arrivare a percepire tra i 9.000 e i 12.000 euro al mese. A loro il taglio farà il solletico e perciò rideranno, a noi farà solo piangere. Senza contare i tanti sprechi sulle commissioni, burocrazia, esperti di ogni genere e grado che ancora vivacchiano nei meandri della politica regionale, nazionale e perfino europea. In questi piccoli comuni, tra mille difficoltà già è difficile governare e trovare gente disposta a farlo, perché principalmente le casse sono vuote e i debiti crescono. E per non allungare troppo la minestra già indigesta, risparmiamo di parlare del magna magna romano: a loro pranzo e cena completo di dessert, mentre noi siamo davvero alla frutta!
         

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