Impugnativa in arrivo anche per la legge sull'acqua

SICILIA
Palazzo Chigi scrive alla Regione e contesta i profili di incostituzionalità. Lunedì il caso in consiglio dei ministri. Censure per le norme che penalizzano l'affidamento ai privati.

Salvo Toscano.
Il siluro è già in rampa di lancio. L'impugnativa da parte del governo nazionale della legge regionale sull'acqua pubblica è ormai dietro l'angolo. Del caso si occuperà il consiglio dei ministri di lunedì prossimo, ma Palazzo Chigi ha già scritto alla Regione prospettando i rilievi di incostituzionalità sollevati dal ministero dell'Ambiente e dall'Autorità per l'energia e sollecitando le controdeduzioni che Rosario Crocetta ha chiesto ieri con una lettera all'ufficio legislativo della Regione.

È l'ennesima mazzata che arriva da Roma alla credibilità della Regione. L'ennesima riforma annunciata in pompa magna che viene smontata pezzo dopo pezzo, secondo lo stesso copione già visto per la legge sui liberi consorzi, che ha visto la Regione costretta a piegarsi al diktat romano. Ma è anche la cronaca di una impugnativa annunciata, visto che i rilievi avanzati da Roma erano già stati ampiamente oggetto di dibattito quando la legge è stata discussa dall'Ars. Fu lo stesso assessore al ramo Vania Contrafatto, tra gli altri, a parlare apertamente di rischio incostituzionalità.

E dire che solo un mese fa, Rosario Crocetta a una festa dell'Unità in continente aveva gonfiato il petto evocando le “cose importanti” realizzate dal suo governo e dalla maggioranza, scegliendo proprio la legge sull'acqua come esempio.

Insomma, mentre la Regione tenta di trovare una difficilissima quadra per i conti regionali, cercando proprio un'interlocuzione con Roma, dalla Capitale arriva un altro segnale di censura all'attività delle Istituzioni regionali. Le quotazioni del governo Crocetta dalle parti del governo Renzi, malgrado gli sforzi dei partiti siciliani, sembrano ancora molto basse. E il livello altissimo di polemica da parte dell'ala renziana del partito, che negli ultimi giorni ha attaccato il governo regionale un po' su tutto, sembra confermarlo. In ambienti di maggioranza si ricomincia a parlare di elezioni anticipate. Ma tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo l'Ars. E il suo ostinato istinto di sopravvivenza.

fonte: livesicilia.it

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