Il punto nascita di S. Agata Militello non rischia la chiusura

SANITA'
Parola del Senatore Bruno Mancuso, dopo un incontro avuto direttamente con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Giuseppe Lazzaro.
Non corre pericolo di chiusura il punto nascita dell’ospedale di S.Agata Militello. La rassicurazione arriva dal senatore del Nuovo Centro Destra Bruno Mancuso, dopo la recente soppressione, alla scadenza del 31 dicembre 2015, di alcuni punti nascita in Sicilia che non raggiungono i 500 parti l’anno, provvedimento che ha scatenato non poche polemiche.

La rassicurazione di Mancuso giunge dopo un confronto avuto direttamente con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “La soglia minima di 500 parti l’anno – precisa il senatore Mancuso – è un valore solo indicativo e pertanto non può essere considerato il criterio unico o inflessibile per stabilire la chiusura di un reparto che, nel caso di Sant’Agata, garantisce un servizio essenziale in un territorio difficile come quello dei Nebrodi. Il mantenimento del punto nascita dell’ospedale di Sant’Agata Militello – chiarisce dunque Mancuso – è legato non solo ai numeri, che si avvicinano comunque ogni anno alla soglia minima prevista di 500 parti ma ad altri parametri che devono essere tenuti in considerazione quali la marginalità geografica, l’ampia fetta di territorio di riferimento, la difficoltà di collegamento con i centri montani che gravitano sul nosocomio santagatese e, non ultimo, la competenza e la professionalità dimostrata negli anni da parte del personale medico e parasanitario”.

Nel confronto con il ministro Lorenzin è dunque emerso come i parametri del presidio di Sant’Agata Militello siano in linea con i criteri stabiliti dal “Comitato percorso nascite nazionale” che indicano in modo inequivocabile la strada da seguire. “Il punto nascita santagatese – conclude Mancuso – ha pertanto i requisiti essenziali e previsti dalle norme per garantire un adeguato supporto alla donna in caso di situazioni di emergenza che dovessero presentarsi in corso di pre-parto, travaglio, parto e post-parto”.

fonte: glpress.it

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