Sui Nebrodi in sella al Cavallo Sanfratellano

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La storica mostra mercato torna al Passo dei Tre: un centinaio gli splendidi purosangue in gara al concorso. L’edizione numero 58 sarà l’occasione per gli allevatori di fare buoni affari e ridare ossigeno ad un settore in crisi. Sono duemila gli esemplari in Italia, la metà quelli registrati.


Nino Dragotto.
La rassegna concorso in programma domani come da consolidata tradizione nell’area verde di Passo dei Tre, nel cuore boschivo del Parco dei Nebrodi, dove è nato il cavallo sanfratellano.

È ai nastri di partenza l’edizione numero 58 della “Mostra-mercato” dei magnifici e forti esemplari di cavallo sanfratellano, raduno abbinato al concorso dedicato ad una delle razze equine autoctone più diffuse della Sicilia, che riesce ancora a richiamare esperti allevatori ed appassionati a tutto quanto è legato al mondo dell’equitazione.

La mostra equestre diventata un classico appuntamento nazionale non solo per gli esperti, ma aperta per tutti, è anche l’occasione per gli allevatori di concludere un buon affare di compravendita. La rassegna dei cavalli dal portamento fiero e dalla irriducibile resistenza negli anni ha perso la smalto di evento a grande richiamo di pubblico e soprattutto si è assottigliata la presenza dei maestosi animali partecipanti.

Gli esemplari in mostra appartengono a quella che dovrebbe raggiungere la distinzione di “razza”, rappresentata da oltre 2000 cavalli di cui ben mille iscritti al registro anagrafico delle popolazioni equine riconducibili a gruppi etnici locali ed il cavallo Sanfratellano, mantiene attivo il suo ruolo di notevole importanza nel panorama equestre nazionale, ed è il naturale ambasciatore del territorio e la sua valorizzazione oggi è indispensabile per ridare ossigeno ad un settore in grande sofferenza.

La rassegna concorso in programma domani come da consolidata tradizione nell’area verde di Passo dei Tre, nel cuore boschivo del Parco dei Nebrodi, lo scorso anno ha visto in mostra soltanto 109 cavalli rispetto agli oltre 200 purosangue che hanno animato l’edizione 2014, per non risalire alla carica dei quattrocento magnifici esemplari che in passato anche recente gli allevatori del territorio erano invogliati a mostrare i migliori esemplari, per spirito competitivo e di confronto.

Il sindaco di San Fratello, Francesco Fulia, fa affidamento sulla ripresa del dialogo tra le istituzioni per far sì che il cavallo sanfratellano non rappresenti solo la memoria, ma sia soprattutto il futuro delle giovani generazioni. A far muovere il passo alla rassegna, oltre all’amministrazione comunale, contribuisce il sostegno dato dal distretto Nebrodi dell’assessorato regionale Agricoltura, attraverso l’unità operativa territoriale n° 42, e l’associazione allevatori Sicilia. Al comitato organizzatore partecipano, l’ente Parco dei Nebrodi, l’Istituto incremento ippico di Catania, l’ispettorato agricoltura e foreste, l’associazione nazionale Cavallo Sanfratellano, il servizio veterinario Asl 5 di Messina.

“Rinnovata nella formula, la mostra si inserisce a pieno titolo nella manifestazione – Nebrodi in…sella. San Fratello tra avventura, tradizioni e natura -, ed è promossa dall’amministrazione comunale”, afferma il sindaco Francesco Fulia in quanto la kermesse è occasione di rilancio turistico-promozionale dell’ambiente integro dove da circa mille anni i puledri nascono liberi nel parco. Alla vigilia della cinquantottesima edizione della mostra-concorso sono arrivate le irrevocabili dimissioni del presidente dell’associazione nazionale del cavallo sanfratellano, Giuseppe Salerno. Sarà assente l’insostituibile cerimoniere esperto conoscitore di persone, vicende, sacrifici e con il fattore dominante della passione per questo amabile animale. Il suo grido di allarme è questo: “Senza la selezione fatta attraverso il registro, preparazione chiave di anagrafe equina propedeutica al raggiungimento del riconoscimento di razza, e che precedeva e preparava l’evento della mostra-concorso non  ha futuro e sarà destinato ad estinguersi”. 

L’appello di Salerno è amplificato dal commissario dell’Istituto incremento ippico della Sicilia, Ketty Torrisi: “Tante le preoccupazioni sul futuro di questa razza-popolazione, sicuramente fondate, dovute principalmente alla sospensione delle rassegne congiunte di Selezione e Registro Anagrafico che si tenevano sino al 2011 nel cuore delle stesse montagne che accolgono questi cavalli e gli allevatori, non sostenuti, disillusi e a volte solo superficiali, si affidano al caso nella scelta dei riproduttori maschi, spesso non autorizzati, e cosa più grave non registrano le nuove nascite”. E aggiunge: “L’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, dopo oltre dieci anni di attività intensa di selezione, con costanti prelievi di crine per fli opportuni accertamenti di paternità, era arrivato ad ottenere in bellissimo gruppo di fattrici con spiccate caratteristiche di razze, che hanno consentito di portare in Commissione Tecnica Centrale i dati per il dovuto riconoscimento di razza, poi…il nulla”.     

fonte: giornale di sicilia

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