I Siciliani di Francesco Lama. Cu sunnu, chi fannu e chi pensunu

CINEMA
Un docufilm che racconta la Sicilia. Un mezzo per riflettere su di noi e sul nostro modo di essere, per capire cosa, nel bene e nel male, ci contraddistingue.

Laura Giacobbe.
E’ stato presentato pochi giorni fa il docufilm dal titolo I Siciliani, diretto da Francesco Lama, nell'ambito delle attività del CineApolloSpazioArte di via San Filippo Bianchi. Il regista propone per il grande schermo un esperimento interessante, tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello antropologico.

Prodotto da Nucciarte Produzioni, I Siciliani racconta la vicenda di Ignazio Bonaventura (Antonio Emanuele), giovane disoccupato che tira avanti con lavoretti saltuari, ma che un giorno escogita un modo per dare una svolta alla propria vita: scriverà un libro in cui racconterà la sua gente, i siciliani appunto, con il loro modo di vivere, di fare e di pensare.

Con in mente questo fermo obbiettivo, comincerà un lungo viaggio a piedi, che lo condurrà ad attraversare tutta la Sicilia, alla scoperta di realtà affascinanti e sconosciute: la Piana degli Albanesi, San Fratello e tantissime altri nuclei abitativi, poco noti ai più, ma ricchi di storia e di cultura. Incontrerà poi personaggi noti originari di questa terra (Leo Gullotta, Ninni Bruschetta, Tony Sperandeo e molti altri) dai quali riceverà un punto di vista, una dritta o un semplice incoraggiamento; parlerà con la gente comune, poi con i grossi nomi, come quello del boss mafioso don Ciccu; camminerà tra i ciottoli dei borghi medievali, gustando prelibatezze della tradizione, e tra un cannolo e un bicchiere di vino imparerà a conoscere lo strano carattere di questo popolo, accogliente come pochi ma testardo come nessuno, orgoglioso fino alla morte ma ricco di tesori nascosti e di talenti in tutte le arti ed i mestieri.

“Il film è uno specchio in cui guardarci, un mezzo per riflettere su di noi e sul nostro modo di essere, per capire cosa, nel bene e nel male, ci contraddistingue e ci rende ciò che siamo, cosa va migliorato o eliminato e cosa custodito, preservato e coltivato”. Così si è espresso il regista Francesco Lama, presente all’evento di lancio insieme ad una orgogliosa e commossa Maria Grazia Cucinotta, in veste di madrina. L’attrice, che ha preso parte al film nei panni di se stessa, si è detta lieta di potere ancora una volta portare testimonianza, nel mondo, delle meraviglie di questa terra “uno dei pochi luoghi al mondo in cui esistono ancora la vita vera, il cibo sano e la gente di cuore”.

fonte: tempostretto.it


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