Ripartire dal Centro Storico di San Fratello

Coinvolgere l’intera comunità per salvaguardare il nostro patrimonio storico


San Fratello, 25 Giugno 2012. Il centro storico di San Fratello è l’emblema di questa crisi eterna dell’antico paese: quei magnifici e storici quartieri appollaiati sulla sommità della montagna, buoni solo per far da cornice a qualche foto da o verso i nuovi quartieri. 

Tutti gli amministratori di San Fratello sono stati concordi nel tempo, prendendo atto dei fattori negativi che hanno privato il Centro Storico del suo ruolo naturale, cioè quello di essere il punto di riferimento del turismo locale. Eppure le soluzioni non sono mai arrivate sul campo e una parte di San Fratello è morta ancora prima di rinascere dalla frana del 1922.
Il Centro Storico Sanfratellano in breve è stato privato dei fattori principali di rilevanza sociale, economica ed urbanistica: smontato di chiese, istruzione, amministrazione e attività.
Al dramma del calo della popolazione che colpisce l’intero paese si è sovrapposta la fuga dal Centro Storico verso i nuovi quartieri di San Fratello o, ancora peggio, verso territori extra-comunali.
Nel giro di pochi decenni il cuore pulsante del vecchio San Fratello subisce pure la riduzione delle attività commerciali e sociali fino all’azzeramento. A ciò si somma una generale crescita del senso di non appartenenza alla città, sentimento condiviso con i quartieri Porta Sottana e Villaggio Ises.
Ben presto il clima serale nei vicoli del centro storico è diventato da “coprifuoco” e l’emarginazione sociale di persone sole, anziane o disagiate è stato un ulteriore aggravarsi della situazione.
L’incuria per i luoghi storici ha lasciato campo all’attuale desolazione con stato di abbandono totale di alcune arterie, un tempo principali e ricche di vita. Il turismo è inesistente perché non vi sono supporti turistici che promuovo il territorio. Eppure questa è la terra di San Fratello o San Filadelfio, l’antica Apollonia e probabilmente la misteriosa Dèmenna. Un territorio unico per la sua posizione e per la sua stratificazione storica così vasta e significativa, così ricca di arte, tradizione e cultura.
San Fratello per secoli è stata una città centrale sui Nebrodi grazie al suo ruolo significativo nell’ambito economico e del commercio, la città ha poi subìto continue ed importanti trasformazioni a causa principalmente di quella minaccia mai definitivamente debellata della frana dell’abitato. Tuttavia San Fratello mantiene ancora parte del suo passato vivo e prezioso non solo nelle sue antiche tradizioni pagane e religiose, ma anche strutturalmente grazie agli storici quartieri appollaiati sulla sommità della montagna.
Quartieri che a loro volta guardano in faccia le altre preziose testimonianze di ricchezza storica di questo territorio, che affondano le radici nel periodo greco-romano del Monte Vecchio. I vicoli medioevali che hanno resistito alle mille battaglie dei nemici, prima fra tutte la stessa terra che frana sotto i piedi, sono ancora lì …magari semivuoti, ma presenti seppur non adeguatamente valorizzati.
Che dire poi dei palazzi gentilizi ancora recuperabili ma abbandonati all’incuria dei proprietari eredi, un patrimonio storico e culturale ignoto ai più e che rischia seriamente di andare perduto per sempre.
Siamo, dunque, in presenza di un’antica città storica che pure non ha mai saputo valorizzarsi e che neppure i suoi abitanti conoscono sufficientemente.
Forse è per questa sua apatia, alimentata perfino dai suoi amministratori, che l’approccio al problema dello sviluppo turistico è incredibilmente di così ampia entità e nel tempo non sembra aver fatto i dovuti passi avanti.
I pochi luoghi che dovrebbero fungere da porti turistici sono normalmente chiusi nei giorni festivi e a coloro che, nonostante tutto, provano a visitare San Fratello nelle viscere dei suoi quartieri più antichi, la cittadina offre il nulla condito da un’ampia dose di indifferenza.
Il Centro Storico è, nella nostra visione, un fondamentale riferimento della storia della comunità e del nostro passato. Ma il passato diventa storia solo quando è rivissuto nel presente.
Strutturalmente il Centro Storico di una città è il nucleo centrale cittadino racchiuso dalle mura, caratterizzato da edifici, reti viarie e spazi ambientali storico-monumentali.
San Fratello paga, certamente, il decentramento del cuore cittadino a causa della nota frana del 1922, che ha reso periferico ciò che prima era centrale. Affinché il centro storico non sia solo monumento di se stesso è necessario che torni ad avere un ruolo importante nel complesso urbano. E se diventa improbabile riportare in quei luoghi storici il centro amministrativo o quello dell’istruzione, cosa diversa potrebbe essere il riferimento religioso.
Si potrebbe partire recuperando il battistero del SS Crocifisso (dopo il Santuario dei Tre Santi, la chiesa più antica dell’attuale San Fratello), continuando nel recupero dei locali e dell’ampia area dell’antica San Nicolò, investendo poi nel turismo con la fruibilità dei ruderi del Castello, senza dimenticare la presenza del museo Latteri, una perla nel borgo antico che pochi conoscono. Inoltre, con un occhio al passato più lontano si dovrebbero recuperare i palazzi storici, primo fra tutti il Palazzo Mammana, magari mettendolo a disposizione come sede di un Museo che contenga all’interno i reperti archeologici dell’antica Apollonia. Un progetto che in alternativa potrebbe realizzarsi anche all’interno del Santuario dei tre Santi sul Monte Vecchio, visto che il monumento Sacro di rilevanza nazionale è fine a se stesso sulla cima del Monte tranne nei giorni della Festa dei Tre Santi Martiri, quando ci ricordiamo della sua esistenza.
Solo in questo modo si riparlerà in futuro di centro storico anche come luogo di lavoro, di residenza, di relazioni economiche, di cultura, di svago e quindi di rapporti sociali in generale. E quindi, infine, un Centro Storico anche in senso turistico che funga da motore economico della cittadina.
Per concludere, diventa improrogabile agire alla organizzazione di servizi per il turismo: oltre a quelli utili ad assicurare il migliore supporto alla visita e conoscenza del nostro patrimonio storico, folcloristico e culturale (guide, accessibilità, segnaletica) è urgente organizzare quei servizi mirati ad offrire la più agevole permanenza a San Fratello dei turisti allargata a tutti i periodi dell’anno. Costruire un circuito e un calendario annuale del turismo con le strutture ricettive che operano sul territorio. Valorizzare il patrimonio di San Fratello attraverso la promozione interna ed esterna, per porre fine - finalmente - anche a quella ignoranza sulla storia del centro che pervade ogni abitazione.
Una ignoranza che si manifesta soprattutto in quel rigetto delle nuove famiglie verso il gallo-italico da tramandare ai figli, rischiando così la perdita della lingua dopo 1.000 anni circa.  
Realizzare iniziative promozionali con cadenza ad esempio mensile, coinvolgere e responsabilizzare gradualmente tutta la cittadinanza sui specifici obiettivi di valorizzazione del patrimonio Sanfratellano. Un progetto che dovrebbe partire con un occhio di riguardo sui più giovani, in modo da coltivare il cittadino attivo del futuro che operi a San Fratello ...e per San Fratello.

Commenti

  1. E` questione di predisposizione ,che ad eccezione che in pochi, non c'e`.
    Quando son partito io,il centro storico era ancora abitato ,vivo ed attivo.
    Ora quando torno non manco mai di fare un giro per le stradine che mi ricordano
    la gente che vi viveva .Vedendo l'abbandono,l'incuria e il degrado,me ne torno triste e desolato. Visitando Erice e Taormina,.mi sono sempre chiesto perche` San Fratello no. E` tutta questione d'intrapredenza.Anche perche' facendo un raffronto ,il nostro centro storico e` facilmente acessibile in auto. Lo svuotamento e l'abbandono e` incominciato dopo la sciagurata decisione della curia di abbatere la chiesa di San Nicolo` che era il fulcro di tutto il centro storico e non solo.
    Anche se i problemi sono troppi e troppo complessi,se si e` determinati e si vuole tutto e` possibile.
    Vivendo in una metropoli che si allarga a macchia d'olio ,dove case ed edifici nascono come funghi e i quartieri si realizzano a tempo di record,mi chieddo perche` in Italia tutto e` sempre cosi tragicamente complicato.
    Rimbocchiamoci le maniche e sfatiamo l'incantesimo Auguri ,anche se lontano,io sono con voi.

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