1943: i soldati a casa nostra, L'operazione "Husky"

Quando gli americani sbarcarono in Sicilia.


Di seguito il primo di cinque appuntamenti dedicati alla storia, nello specifico alla "Seconda guerra mondiale", per ripercorrere una fase storica cruciale per San Fratello e l'Italia in generale. 

La decisione di invadere la Sicilia per conquistare l'Italia (ossia il "ventre molle d'Europa") fu presa nel gennaio del 1943 durante la conferenza di Casablanca. Fu chiamata operazione "Husky" e segnò l'ingresso in guerra degli Stati Uniti d'America in Europa.

Ma l'importanza dell'operazione, che in tutti i libri di storia scolastici viene liquidata in quattro righe, non fu solo tattica ma lo fu soprattutto dal punto di vista dell'impiego di mezzi e uomini.

Fu la seconda più imponente operazione offensiva organizzata dagli Alleati anglo-americani contro le forze dell'Asse italo-tedesche, la più vasta in assoluto nel settore del Mediterraneo; solo con l'invasione della Normandia, 11 mesi dopo, si impegnò un numero maggiore di uomini.


Apparvero qui per la prima volta il DUKW, camion anfibio a 6 ruote, e LST, mezzo da sbarco per i carri armati. Nella fase iniziale vennero sbarcate ben 7 divisioni, di cui  3 inglesi, 3 americane e 1 canadese. Nell'area di terra tra Licata e Siracusa il 9 luglio del 1943 attorno alle ore 18.00 si riversarono 160.00 soldati, 4.000 aerei da combattimento e da trasporto, 285 navi da guerra, due portaerei e 14.000 automezzi, 1.800 cannoni e 600 carri armati.

Iniziarono i bombardamenti su Caltanissetta, Siracusa, Palazzolo Acreide e Porto Empedocle, mentre furono lanciati paracadutisti per occupare postazioni militari, per interrompere le comunicazioni telegrafiche e le linee elettriche.

Alla fine della campagna, la presenza alleata assommò a 478.000 soldati, di cui 250.000 britannici e 228.000 americani. Solo nel golfo di Gela le forze alleate trovarono un'energica resistenza, che costò la vita a 197 soldati italiani, che le forze tedesche schierarono in prima linea.

Nei primi tre giorni dallo sbarco, in un'operazione a tenaglia, rapidamente americani e inglesi conquistarono la parte sud-orientale della Sicilia grazie alla superiorità di aerei e di moderni automezzi.

I soldati italiani si arresero a migliaia, ma molti riuscirono anche a fuggire, dopo essersi spogliati della divisa e avere indossato abiti civili.


Gli uomini al comando di questa operazione furono l'ammiraglio sir Andrei Cunningham, comandante in capo della marina inglese nel Mediterraneo per le forze navali; il Maresciallo dell'Aria sir Arthur Tedder per le forze aeree; il generale sir Harold Alexander per le forze di terra; il generale Eisenhower comandate in capo di tutte le forze alleate impegnate nell'operazione, il quale formò due unità operative: la task force orientale (britannica) comandata dal generale sir Bernard Law Montgomery, e la task force occidentale (americana), comandata dal generale George Patton.

L'imponente flotta di 3200 navi riunite per l'operazione Husky fu la più gigantesca che si sia mai vista nella storia mondiale. La Sicilia venne liberata in soli 39 giorni quando, il 17 agosto, le truppe Alleate entrarono a Messina dopo aver conquistato tutte le altre importanti città (Palermo il 22 luglio e Catania il 5 agosto) e dopo essere passate velocemente di paese in paese, costringendo i tedeschi alla fuga verso la Calabria tramite lo stretto di Messina.

Infatti, la guerra in Sicilia si concluse con un incredibile esempio di disorganizzazione alleata, che permise a italiani e tedeschi di passare lo stretto e riparare in Calabria quasi senza subire perdite e con la quasi totalità dei mezzi, perchè nella pianificazione della conquista della Sicilia nessuno aveva previsto la chiusura dello Stretto di Messina.


Ma nonostante il breve lasso di tempo, la popolazione civile soffrì moltissimo poiché l'isola fu sottoposta dagli americani a durissimi bombardamenti preparatori attuati in ogni paese.


Contrariamente alle previsioni, i morti da entrambe le parti furono ingenti: molto spesso le forze tedesche decidevano di mandare in prima linea i nostri soldati italiani che erano anche malnutriti, malvestiti e scarsamente equipaggiati.

a cura di Rosalia Ricciardi e Bettina di Di Bartolo, Biografia di una bomba

Commenti

  1. Alfio Carrini4 maggio 2013 08:07

    A San Fratello gli americani furono duramente impegnati dai reparti della 29a Panzergrenadier Division, attestati sulla collina lungo la strada costiera esattamente nella zona dalla c/da Castellaro.
    Dopo il fallimento degli attacchi frontali, a causa della forte resistenza opposta dai tedeschi, gli americani tentarono di prendere alle spalle le forze nemiche facendo sbarcare a Sant'Agata di Militello alcuni reparti di fanteria, del genio ed un plotone di carri Sherman.
    I tedeschi riuscirono tuttavia ad evitare la cattura riuscendo a ripiegare in ordine verso Messina.
    Solo il 17 agosto gli alleati entrarono a Messina dopo trentotto giorni dall'inizio dello sbarco; il generale Alexander aveva previsto di occupare la Sicilia in dieci-quindici giorni, mentre Montgomery aveva pensato di giungere a Catania in cinque-sei giorni, ed invece vi giunse solo il 4 agosto, dopo quasi quattro settimane.

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