Dai babbaluti ai Giudei alla “cursa di Santo Liu”, il viaggio verso la Pasqua


Sara La Rosa.

Avviate con la tradizionale processione dei “Babbaluti” di San Marco d’Alunzio le solenni iniziative che si ricollegano alla Pasqua.

Il rito si svolge solitamente l’ultimo venerdì di marzo – quest’anno anticipato alla settimana precedente per la concomitanza con il Venerdì santo – e rappresenta una celebrazione ricca di spiritualità.
Trentatrè penitenti incappucciati, tanti quanto gli anni di Cristo, vestiti di un saio blu indaco portano in processione il Cristo dell’Aracoeli, recitando l’invocazione “Signuri misericordia pietà”, tra una grande partecipazione di pubblico.
Impossibile riconoscere i Babbaluti, uomini e donne che portano in processione il fercolo: alcuni chiedono una grazia, altri invece la hanno già ricevuta. Altro particolare dell’abbigliamento dei Babbaluti, sono i “piruna” pesanti calze di lana lavorate a mano.
Ma alla processione sono presenti anche numerosi fedeli a piedi scalzi, a testimonianza dell’intensa partecipazione di fede che accompagna il rito.
Nei prossimi giorni si svolgeranno altre manifestazioni, strettamente connesse con la sacralità della Settimana Santa: ricordiamo la “Passio Christi” e “A Cerca” che alterneranno rituali e canti della tradizione a Galati Mamertino e la famosa Festa dei Giudei che si svolge nei giorni di Mercoledì, Giovedì e Venerdì Santo a San Fratello, cittadina nota anche per il caratteristico dialetto gallo-italico.
La rappresentazione, unica nel suo genere, è estremamente suggestiva e ricorda i Giudei che percossero e condussero Cristo al Calvario. Coloratissimi i costumi, tramandati nei secoli, formati da una giubba e da calzoni di mussola rossa e da strisce di stoffa di colore giallo.
Ma la Settimana Santa si caratterizza non solo per le tradizioni religiose ma anche per quelle culinarie: sono molte le famiglie dedite alla consueta preparazione (o all’acquisto, a seconda del tempo a disposizione…) delle c.d. “cuddure” ovvero un dolce dalla tradizionale forma di colomba o campana che racchiude delle uova, simbolo di Pasqua.
Troviamo la stessa preparazione utilizzando il pane: le “cuddure” accompagnano la scampagnata del Lunedì e non c’è Pasquetta che non le preveda.
La sera di Pasqua invece appuntamento a Sinagra, per la “cursa di Santo Liu”: la statua di San Leone, Patrono della cittadina, procede prima in una processione quasi incerta, un passo avanti e due indietro, a simboleggiare l’indecisione del Santo nel rientrare a Catania e poi arriva di corsa in paese, tra due ali di folla e fuochi di artificio.
E quindi, dopo aver partecipato alle varie celebrazioni, l’augurio è quello di vivere a pieno le tradizioni del nostro territorio, così intense e meritevoli di avere grande partecipazione e continuità nel tempo.
Buona Pasqua!

fonte: anni60news.com





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