Il triangolo no, non l'avevo considerato

Tre comuni vicini caratterizzati da singolari intrecci politici: una chiave per collaborare alla crescita, pura casualità o l’ennesimo inganno?

di Carmelo Emanuele.
È sempre più intrecciata la politica dei tre paesi limitrofi San Fratello, Acquedolci e S. Agata Militello. I tre centri abitati vivono attualmente una situazione storica differente: San Fratello (come molti paesi montani dei Nebrodi) lotta contro il fenomeno dello spopolamento da ormai cinquant’anni, e gli oltre 8.000 abitanti del 1961 sono oggi poco più di 3.800, per lo più anziani, e nonostante una ricchezza culturale e territoriale senza limiti, non riesce ancora a garantire un futuro con certezze lavorative ai giovani rimasti.

Così a partire dal 1960 molte famiglie hanno deciso di spostarsi sulla costa dove si trovano due cittadine confinanti divise da soli 3 km: Acquedolci, antica frazione di San Fratello, si era notevolmente popolata già a partire dal 1922 in seguito ad una violenta frana che colpì proprio San Fratello, con le istituzione che avevano dapprima optato per spostare l’intero centro abitato nella sede della piccola frazione costiera, ma successivamente le due comunità decisero di dividersi e continuare ognuno per la sua strada.

S. Agata Militello è invece una cittadina che più di Acquedolci è diventata un contenitore multiculturale dei popoli dei Nebrodi. Con il popoloso e sfortunato San Fratello rimasto diviso a metà fra la montagna e la costa, S. Agata ha saputo sfruttare le occasioni di crescita e sviluppo del comprensorio, ed oggi può essere annoverata come una provincia mancata, infatti con i suoi uffici e servizi, ed oltre 13.000 residenti è diventata un punto di riferimento nel territorio nebroideo.

Con una storia recente caratterizzata dalla “corsa al mare” (spostamento dei popoli dalla montagna alla costa) pare abbastanza ovvio come già in passato la politica nei tre paesi abbia avuto protagonisti personaggi e famiglie provenienti da un centro limitrofo. E se gli esempi ad Acquedolci si sprecherebbero, visto la storia intrecciata con le disgrazie di San Fratello, a S. Agata Militello invece come possiamo non ricordare l’epopea politica nell’ultimo ventennio della famiglia Reitano (originaria di San Fratello).

Ad Acquedolci possiamo invece ricordare il quinquennio del sindaco Oriti, apprezzato medico residente ad Acquedolci ma molto vicino anche alla comunità di origine della sua famiglia, appunto San Fratello.

A San Fratello ricordiamo pure Salvatore Mangione, consigliere, assessore e primo cittadino del centro montano dal 1994 al 1998, sanfratellano di famiglia ma residente a S. Agata Militello da anni.

E se la storia parla di intrecci politici più o meno fortunati, tralasciando le origini familiari, anche l’attualità sembra regalarci spunti di riflessione nei tre centri: ad esempio a San Fratello tra giunta e consiglio ben quattro componenti “sulla carta” risiedono ad Acquedolci o a S. Agata Militello. Ma questi casi di trasferimento della propria famiglia sulla costa e interesse politico mantenuto in montagna sono ormai (purtroppo) all'ordine del giorno in molti paesi dei Nebrodi, anzi sta proprio diventando una cattiva abitudine di molti amministratori o pseudo-tali. 

E poi ci sono i casi ancora più singolari, come quello di ritrovare componenti della stessa famiglia impegnati contemporaneamente nella politica dei tre paesi: è il caso di Maria Carmela Trovato, nuovo assessore a S. Agata Militello, sorella dell'assessore Ilaria Trovato, nominata ad Acquedolci, quest’ultima moglie di Antonio Scianò consigliere indipendente a San Fratello. Un altro esempio contemporaneo è Anna Calcò, consigliere di maggioranza ad Acquedolci, ed anche moglie di Cirino Mazzullo, assessore nel Comune di San Fratello.

Per carità, nessun attacco a queste rispettabili famiglie, anzi è giusto sottolineare che in alcuni casi tutto ciò è il risultato di competenze specifiche, capacità politiche e gestionali o, perché no, buona conoscenza del territorio e ottimo rapporto con gli altri…altrimenti essere eletti o nominati sarebbe cosa impossibile.

Forse queste nomine sono solo frutto della casualità, speriamo almeno che questa politica in famiglia possa essere utile per aumentare la collaborazione dei tre paesi, e non sia invece l’ennesimo inganno nei confronti dei cittadini. 

In passato anche le forti divisioni politiche fra i tre centri hanno arrecato danni, troppo spesso infatti le politiche dei tre comuni sono state in contrapposizione, puntando a posizioni individualiste che non hanno portato i risultati attesi.

Oggi più che mai è invece fondamentale instaurare una politica di cooperazione fra i tre centri, come ad esempio quella per la salvaguardia dell’ambiente inaugurata in occasione della battaglia contro il folle progetto di costruire una discarica sulle sponde del torrente Inganno.

I tre centri oggi vivono la crisi mondiale in maniera simile seppur con differenze logistiche sostanziali, quindi in particolar modo a soffrire è il popolo di San Fratello, ma ciò non toglie che potenzialmente il nostro territorio abbia anche risorse utili che permetterebbero di risollevare tutti i tre centri nel triangolo dell'Inganno.   

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