I fatti di casa nostra: lo sbarco di Sant'Agata

Gli americani avevano deciso di bombardare a tappeto San Fratello.



1943 - Dalla fine di luglio fino a metà agosto le contrade di campagna e le strade del nostro paese furono invase dalla guerra con la forza pari di un uragano, diventarono teatro di avvenimenti storici e per circa una quindicina di giorni i sanfratellani soffrirono la fame, vissero con la paura ogni volta che veniva dato l’ordine di evacuare il paese e molti di essi furono colpiti dal lutto. 

Ingenti furono i danni alle case in ogni quartiere, specie nella parte alta del paese. La chiesa di San Benedetto, che sorgeva dove oggi si trova la villa comunale, fu interamente distrutta dalle bombe ma la statua di San Benedetto fu miracolosamente recuperata intatta dagli abitanti.

La casa del signor Agostino Collura, sita in località Passo dei Tre, venne minata e distrutta da parte del comando tedesco in quanto la stessa ricadeva su uno dei tre punti trigonometrici che univano le mappe militari, impedendo così l’orientamento nelle missioni di bombardamento americane.

Casa Collura in c.da Passo dei Tre (la casa fu poi ricostruita e oggi ospita un ristorante)

Anche il ponte sul fiume Inganno fu completamente distrutto dai bombardamenti che vennero attuati da gruppi di 10-12 bombardieri statunitensi per volta.

La 29a Panzergrenadier-Division però, respinse facilmente un attacco dopo l'altro della 3a Divisione statunitense. Perfino il fuoco dei cannoni e l'uso di fumogeni non riuscì a sloggiarli. In c.da S. Antonio il comando tedesco aveva predisposto un telegrafo che riusciva a comunicare con la postazione sita in località Inganno: lo presidiava un solo soldato.

Secondo le testimonianze raccolte tutta la zona, dal Ponte Inganno fino ai boschi che si stendono a monte del centro abitato, fu minata. Diverse erano le postazioni tedesche nel nostro territorio: in c.da Ciccaldo, in c.da Selleria, in c.da Barberino, in c.da Pulezzo, in c.da Congiontino, in c.da Grazia presso l’omonima chiesa, in c.da Nicetta, in c.da Castellaro. Quest’ultima località fu sede della battaglia più cruenta della zona, che oggi ricade nel territorio del vicino comune di Acquedolci: in questa battaglia persero la vita 16 soldati della divisione italiana Assietta.

Lyle Bernard
Lucian Truscott
Il 6 agosto, non riuscendo la 3a Divisione statunitense a sfondare questo fronte neanche con i pesantissimi bombardamenti attuati, i comandanti Bradley e Truscott decisero di lanciare un anfibio 'end run' (cioè fine corsa) per entrare nelle posizioni del nemico. Questa prima operazione a 'salto di rana' fu effettuato nella costa a nove miglia est dal Monte San Fratello nella notte tra il 7 e l'8 agosto, fu un successo misto.

L’incrociatore Savannah che nella notte tra il 7 e l’8 agosto attuò lo sbarco a S. Agata Militello.
Per lo sbarco fu utilizzato l’incrociatore americano Savannah CL-42 (9.475 tonnellate, 185 metri di lunghezza, una velocità di 59 chilometri orari, una capacità di trasporto tale da contenere 4 bombardieri e un raggio d’azione per un lancio di oltre 20 km), che aveva la sua base a Palermo.

L’incrociatore Philadelphia che supportò lo sbarco e insieme al Savannah attuò i bombardamenti nel nostro centro.
Dopo lo sbarco fu supportata per i successivi bombardamenti dall’incrociatore Philadelphia CL-41 (9.700 tonnellate, 60 chilometri orari di velocità, 185 metri di lunghezza). Questi due incrociatori, per evitare che venissero colpiti dal fuoco nemico, durante il giorno non facevano altro che spostarsi: essi attuarono i bombardamenti lungo tutta la costa tirrenica su ordine del comando.

Truscott mise in postazione il 2° Battaglione rinforzato con la sua 30a Fanteria. La 'Task Force Bernard', che così venne chiamata dal nome del Tenente Colonnello Lyle Bernard a capo dell'operazione, sbarcò senza trovare opposizione a Sant'Agata di Militello, proprio dietro la linea San Fratello.

La principale forza della 3a divisione, dopo questa fiera battaglia, ruppe la linea e subito dopo soccorse la 'task force'. Durante lo sbarco, la 29a Panzergrenadier di Fries iniziò il ritiro e il grosso del gruppo se ne andò appena in tempo, lasciando nella parte alta del paese solo pochi uomini, secondo quanto riferitoci da alcune persone anziane.

Secondo le testimonianze raccolte, le forze Alleate non sapevano di questo ritiro e non avevano ancora individuato la posizione esatta del nemico: non riuscendo a stanarlo nonostante il paese fosse stato sottoposto a duri bombardamenti, sia aerei e sia dall’incrociatore attraccato al largo delle coste santagatesi, avevano deciso di attuare un definitivo bombardamento a tappeto su San Fratello. 


A quel punto, alcuni sanfratellani decisero di indicare ai soldati americani l'esatta posizione del nemico nella parte alta del paese e, grazie a loro e al Colonnello Bernard che liberò il nostro centro, si evitò che esso fosse raso al suolo.


Negli ultimi due giorni un nutrito numero di soldati tedeschi in ritirata si rifugiò in località Maulazzo. Dunque, dopo i cruenti bombardamenti di venerdì 6 e lo sbarco avvenuto nella notte di sabato 7, domenica 8 agosto gli Americani entrarono finalmente a San Fratello: su molti balconi sventolavano lenzuoli bianchi, segno che la popolazione era stanca della guerra.

Arrivarono nel quartiere Convento passando dalla località Pizzi, nel quartiere Montenuovo partendo dalla località Furiano e sostenendo una dura battaglia in c.da S. Lena per poter attraversare i boschi. Andò loro incontro con bandiere bianche il podestà Mancuso Benedetto, accompagnato dal signor Cirino Lando e una decina di altri uomini.


Nelle strade del paese ricevettero la calorosa accoglienza dei sanfratellani che applaudivano al loro passaggio e loro in cambio gettavano caramelle e biscotti ai bambini. Gli Alleati stabilirono la sede del comando in Via Generale Di Giorgio al numero 39 nell’abitazione della signorina Versaci, e questa fu poi successivamente anche la sede del governo provvisorio dell’AMGOT.


La 3a Divisione raggiunse nuovamente Bernard l’11 agosto: egli aveva perso 177 uomini... che si erano sacrificati per la libertà del nostro centro! E ricordiamo che la media di età degli arruolati americani andava dai 18 ai 24 anni: ragazzi che si arruolavano volontari con la speranza e l'illusione di cambiare e migliorare il mondo. Il secondo sbarco anfibio fu organizzato l'11 agosto a Brolo e, dopo la vittoria, la corsa continuò spedita verso Messina e verso la conclusione dell'operazione.

a cura di Rosalia Ricciardi e Bettina Di Bartolo, Biografia di una bomba

Commenti

  1. Salvatore Emanuele9 maggio 2013 11:53

    È bene ricordare ai posteri la storia in generale e meglio ancora quella in particolare del territorio. Interessante questa breve storia di guerra in loco, ma forse, a mio avviso sarebbe stato opportuno commentare il perché di quella guerra che portò distruzioni, morte e povertà in grande quantità.


    RispondiElimina
  2. salvatore Emanuele9 maggio 2013 18:43

    Una bella foto d'epoca del "Ventennio" la prima.
    "La Marcia su San Fratello"

    Una memoria del tempo che fu, e che speriamo non ritornerà: Mai più !

    RispondiElimina
  3. Intanto bravi Carmelo ed Eloisa a regalarci argomenti interessanti, poi volevo sapere se era vero che la casa del Sig. Collura prima di essere stata minata, era il Quartier Generale della 29a Panzergrenadier di Fries
    Bello sarebbe stato se a San Fratello, almeno una volta con l'aiuto di qualche amico/a, avessimo fatto conoscere il vissuto dei bombardamenti alla nuova generazione.
    Ma poi penso che senza alcool non sarebbe stato possibile finanziare l'evento....... "e mi sovvien l'eterno".
    Saluti

    RispondiElimina
  4. Scusate, ma non ho fatto caso alla fonte delle notizie. Brave è dir poco quando si tratta di Rosalia Ricciardi e Bettina Di Bartolo. Grazie per la vostra biografia.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari