Conferenza sul galloitalico, la parlata che unisce San Fratello ai popoli del nord

Il prof. Mangione ha letto un prezioso documento storico, il prof. Foti ha presentato la relazione "Aspetti e ragioni della settentrionalità del dialetto galloitalico di San Fratello".

foto di repertorio, 2012
di CARMELO EMANUELE.
«Nel museo Ermenegildo Latteri, sito in uno dei luoghi più suggestivi della nostra San Fratello, si è svolta il 10 agosto una conferenza sul dialetto galloitalico di San Fratello che ha visto una buona partecipazione di pubblico, nonché la presenza del Sindaco dott. Mario Francesco Fulia e dell’organizzatore e relatore prof. Salvatore Mangione. Altro relatore, il prof. Pino Foti che ha dato inizio ai lavori, attraverso la relazione intitolata appunto: «Aspetti e ragioni della settentrionalità del dialetto galloitalico di San Fratello».

L’esposizione ha riguardato sia aspetti storici, che argomentazioni linguistiche, volte ad individuare momenti, ragioni e aree di partenza dei flussi migratori settentrionali che sono alla base del dialetto galloitalico di San Fratello. 


Come noto infatti, proprio gli spostamenti di genti provenienti dall’Italia settentrionale, ha originato, tra la fine dell’XI sec. e la fine del XII, la nascita del borgo di San Filadelfio, cresciuto attorno al suo castello. Inoltre, in continuità con la giornata sul dialetto che si tenne esattamente un anno fa, nella stessa sede del Museo Latteri, grazie all’organizzazione della settimana di eventi a cura dei “Sanfratellani nel mondo”, il prof. Foti ha informato i presenti sulle attività di tutela e valorizzazione del dialetto sanfratellano, che proseguono attraverso imminenti pubblicazioni scientifiche e le attività del gruppo Facebook “San Frareu - Zzea parduoma u dialott d’u nasc paies” (https://www.facebook.com/groups/SanFrareu.dialott/). Il sito creato da Carmelo Faranda, con i suoi 1200 iscritti, sta contribuendo a promuovere i contatti tra i sanfratellani in Italia e nel mondo, attraverso il sanfratellano scritto, cercando di diffondere un sistema ortografico condiviso e basato sulla riflessione linguistica. 


Una sintesi dell’intervento del prof. Foti si può leggere al seguente link:


I lavori sono proseguiti con l’intervento del prof. Mangione, che ha appassionatamente relazionato su alcuni aspetti peculiari della storia sanfratellana, attraverso la lettura di brani letterari e di documenti storici (tratte dal libro l'Epopea dei lombardi in Sicilia di S. Mangione e B. Di Bartolo, pubblicato nel 1997), come il testo originale del diploma del 1136 che indica in Roberto Caldarera, governatore di Nicosia, la persona incaricata da Ruggero II per la costruzione del castello di San Filadelfo. 

I lavori si sono conclusi con l’intervento del Sindaco e il seguente dibattito sulle iniziative volte alla valorizzazione del dialetto galloitalico di San Fratello. La domanda che è ricorsa più frequentemente è stata: “Quanto conta il dialetto sanfratellano per la nostra comunità?”. Alla luce delle sensibilità espresse, è diffusa la sensibilità sul valore di questo bene immateriale che rappresenta l’identità più autentica e profonda di San Fratello. Risulta davvero difficile immaginare il nostro Centro separato dalla sua parlata. Le consequenziali azioni di tutela e valorizzazione proseguono quindi con forza». 

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