Mantenere il Giudice di Pace a Sant'Agata

Si può fare se i sette comuni associati nella gestione (fra cui San Fratello) si sobbarcheranno le spese di gestione e funzionamento dell'ufficio santagatese, stimate in 52.000 euro l'anno. 

di Nino Dragotto.
Sant'Agata di Militello - Al termine di una seduta consiliare piuttosto vivace, protagonisti il presidente del consiglio Antonio Scurria ed i rappresentanti dell’opposizione e sul fronte avverso il sindaco Carmelo Sottile e gli assessori, l’Aula ha dato il via libera alla convezione per la gestione dell’ufficio del Giudice di Pace. 

Il 30 luglio prossimo, termine fissato dal Ministero di Grazia e Giustizia per consentire ai comuni di presentare nuove domande per il mantenimento del presidio giudiziario, si riaprirà uno spiraglio anche per il comune di S.Agata Militello, destinatario nei mesi scorsi di un decreto ministeriale di chiusura.

Il decreto del Ministero della Giustizia di soppressione dell'Ufficio di Pace di Sant'Agata di Militello (10 novembre 2014) era stato contestato dall’amministrazione comunale al TAR Catania, che aveva disposto i termini di un incremento istruttorio al fine di accertare la sussistenza delle condizioni necessarie per il mantenimento del Ufficio stesso, fissando l’udienza dell’esame del ricorso al 25 settembre prossimo. 

I comuni associati nella gestione oltre a quello di S. Agata ,capofila, sono Acquedolci, Alcara Li Fusi, Militello Rosmarino, S. Marco d’Alunzio, San Fratello, Torrenova, che dovranno fare fronte in base al numero degli abitanti alle spese per il funzionamento dell’ufficio, stimate in circa 52.000 euro all’anno.

fonte: giornaledisicilia.it

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