La Protezione Civile lascia San Fratello

ATTUALITA'
Chiusi gli uffici nel centro montano, nonostante i problemi da risolvere e i dubbi da sciogliere sulla ricostruzione siano ancora tanti. 

Salvatore Mangione.
SAN FRATELLO - La Protezione Civile Dipartimento della Sicilia, ha smobilitato i propri uffici dal centro montano. Tutto è stato trasferito in altre sedi, senza lasciare al momento alcuna presenza tecnica o di rappresentanza. Dopo gli ultimi sopralluoghi del sesto anniversario, nello scorso mese di febbraio. A distanza di sei anni e tre mesi dal dissesto idrogeologico, i cento ettari di  smottamento ed i millecinquecento sfollati rimangono affidati alle competenze e capacità degli uffici comunali ed amministrativi.

Sono in molti coloro che attendono le indennità dopo le demolizioni ed i risarcimenti sia per le autonome sistemazioni come anche per le ristrutturazioni. Nessuna via alternativa, o di fuga alla strada statale 289, che dal Ponte Inganno conduce sino a Catania, innestandosi dalla strada statale 113 Messina-Palermo ed inerpicandosi sino a Monte Sori, è stata realizzata. Ormai fa parte della storia la chiusura per oltre tre anni dell'arteria statale, a causa degli smottamenti, con gravi danni alla collettività.

Nessuna notizia è pervenuta per la realizzazione dei lavori, appaltati, per la nuova rete elettrica e la realizzazione dell'asfalto nei quartieri Stazzoni, Riana e Monte Nuovo. Nessuna comunicazione a proposito della richiesta di riduzione della zona rossa da R4 ad R2, nè della richiesta di progettazione e ricostruzione della Chiesa di San Nicolò di Bari

Dopo gli annunci e le promesse, tutto sembra al momento nel sogno dei sanfratellani. Le aree rimaste libere dopo le demolizioni, sono state recintate e lasciate con dei reticolati in attesa di destinazioni d'uso, anche quelle che ancora non sono state risarcite. 

La via provvisoria di transito alternativo al centro è rimasta abbandonata a se stessa senza opere di intervento nè ordinanze di sgombero per i legittimi proprietari. Nessun investimento di opere pubbliche o private è stato comunicato agli sfollati nè al momento si conoscono i motivi della decisione di smontare. Anche gli arnesi da lavoro, compresi i computer che per questi anni, facevano parte degli uffici all'interno del vecchio Palazzo dell'Aquila, ex sede municipale, prontamente messa a disposizione dei funzionarti della Protezione civile e dell'Ente attuatore, a spese dell'amminitrazione comunale, hanno usufruito gratuitamente.

Adesso si spera di conoscere quali sono le intenzioni del dipartimento della Regione, quali investimenti, quali cantieri e quali lavori sono programmati per il paese che giornalmente tende ad affrontare sempre più problemi esistenziali e vitali. Quale sarà il destino degli occupanti le case popolari del quartiere Stazzoni, lasciati fuori in questi anni e quale sarà la destinazione del centro sociale ancora chiuso. 


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