Dal ficodindia al caciocavallo, Sagra che vai contributo che trovi...

POLITICA
I (modesti) contributi dell'assessorato all'Agricoltura segnano il cambiamento: a Cracolici, prima, quegli eventi non piacevano.

Accursio Sabella.
PALERMO - “No, le sagre no”, protestava la storica sinistra dei politici col Capitale sotto il braccio. Le sagre no, era da aborrire quell'esempio di popolanità così distante dall'impegnatissimo impegno che si addice a cose serie come la politica. 

Non piacevano le sagre a quell'area lì. E non a caso, nel 2008, un fiero esponente del “post-comunismo” incardinato nel Pd come Antonello Cracolici insorgeva contro l'allora assessore al Turismo del governo Lombardo, Dore Misuraca. Colpevole, l'esponente di Ncd, di avere “un minuto dopo essere stato eletto con il Pdl al parlamento nazionale, svuotato il capitolo destinato alla promozione della Sicilia all'estero”, oltre ad avere “finanziato una serie di sagre sulle più disparate qualità di salsiccia, immagino anche su quella salmonata. Sinceramente – ironizzava Cracolici - non so quanti turisti saranno attratti in Sicilia per gustare salsicce, ma so che questo è un modo spregiudicato per finanziare le campagne elettorali con i soldi pubblici".

Per svelare il mistero sulle capacità attrattive della salsiccia nella Sicilia del 2008 non resta che rimandare alle cronache di quei giorni. Semmai, nell'Isola contemporanea, qualche notizia in più, l'assessore all'Agricoltura che non amava le sagre, potrà dire sulle potenzialità turistiche della fava e della rava, del ficodindia e del melone, del cascavaddu e del pomodoro seccagno.

Sono, queste, infatti, solo alcune delle sagre e delle manifestazioni che si sono svolte o si svolgeranno nella quasi totalità dei casi tra agosto e settembre e che l'assessorato all'Agricoltura ha finanziato con oltre 100 mila euro. E l'elenco dei finanziamenti, quasi sempre poche migliaia di euro necessarie alla riuscita dell'evento, suggerisce un tour immaginario tra le peculiarità gastronomiche e agricole di Sicilia.

Già svolte, sulla carta, la ventitreesima sagra delle pesche e delle pere di Maniace, la festa della Fava di Campofiorito, la sagra della ganita di limone di Pettineo, la sagra delle pesche di Mojo Alcantara, la Fiera d'estate village di Pedara, la festa dell'agricoltore di Resuttano, la sagra della pasta di Acquaviva Platani, la sagra della nocciola di Sant'Angelo di Brolo. E ancora, ecco il sacro e il profano che si fondono nella sagra dell'Assunta di Gallodoro svolta dal 13 al 18 agosto. In quei giorni è la volta della festa del pane di San Biagio Platani, della sagra “du cascavaddu” di Castel di Lucio, della festa del contadino di Mirabella Imbaccari, della sagra del “pomodoro seccagno” di Villaba e della sagra del grano di Contessa Entellina: a queste manifestazioni, già svolte o avviate, sono stati destinati 2.500 euro.

Devono ancora svolgersi, invece, l'evento “ViniMIlo” a Milo, la manifestazione “Caciocavallo, la manualità del casaro ieri e oggi” a Godrano, il “Meloon Festival” di Roccamena, la mostra Mercato Cavallo di San Fratello, la “Pizza Fest” di Ribera, le “Follie di olio extravergine” a Pace del Mela, la sagra del pistacchio a Bronte, la Fiera agroalimentare mediterranea a Ragusa, il Belice Agri Fest di Poggioreale. E infine, la sagra del miele di Sortino e nei Comuni di Roccapalumba, Belpasso, San Cono e Santa Margherita Belice le sagre del Ficodindia. Per queste ultime, il contributo oscilla tra i 2.500 e i diecimila euro. Adesso le sagre, quelle che una volta mettevano i soldi pubblici a disposizione delle campagne elettorali, piacciono anche a Cracolici.

fonte: livesicilia.it

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