Progetto “SIA”, aiuti alle famiglie in difficoltà. Chi può beneficiarne e come fare

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Una carta darà la possibilità di acquistare farmaci, beni e servizi di prima necessità, pagare le bollette o ottenere sconti nei negozi convenzionati. Per poter aderire al sostegno economico, bisognerà dimostrare di possedere un reddito Isee inferiore a 3 mila euro.

Giuseppe Romeo.
Si chiama Sia, sostegno all’inclusione attiva, ed è il progetto lanciato dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali che, a partire dal prossimo 2 Settembre, mette a disposizione per la Sicilia 112 milioni di euro, destinati ai poveri. 

Una carta darà la possibilità di acquistare farmaci, beni e servizi di prima necessità, pagare le bollette o ottenere sconti nei negozi convenzionati. Per poter aderire al sostegno economico, bisognerà dimostrare di possedere un reddito isee inferiore a 3 mila euro, non beneficiare di altri trattamenti economici rilevanti, superiore a euro 600 mensili, o altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati.

La famiglia richiedente non deve possedere beni durevoli di valore o averli posseduti nei tre anni antecedenti la domanda. La domanda, a partire dal prossimo 2 Settembre, va presentata ai Comuni di residenza che provvederanno a stilare gli elenchi dei possibili beneficiari da inviare all’Inps. Per accedere al beneficio il nucleo familiare del richiedente dovrà ottenere un punteggio relativo alla valutazione multidimensionale del bisogno uguale o superiore a 45 punti. 

La valutazione tiene conto dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa. Sono favoriti i nuclei con il maggior numero di figli minorenni, specie se da 0 a 3, quelli in cui vi è un genitore solo, o sono presenti persone con disabilità grave o non autosufficienti. La carta che verrà concessa varierà da un importo di 80 euro sino a 400 euro al mese, a seconda dei componenti della famiglie, verrà ricaricata ogni due mesi e non sarà utilizzabile per il prelievo di contanti. 

I Comuni siciliani sono stati raggruppati in ambiti territoriali, 55 distretti e 12 sottoripartizioni, stipuleranno un “patto di servizio” con le famiglie beneficiarie, con l’impegno a cercare un’occupazione, partecipare a corsi formativi e garantire l’istruzione ai figli. Dal canto loro gli enti locali ed i centri per l’impiego predisporranno piani personalizzati di consulenza attivabili attraverso la partecipazione dei comuni stessi all’apposito bando per il rafforzamento dei servizi sociali.

fonte: amnotizie.it

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