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Eleonora Bordonaro | I Lautari Auditorium Parco della Musica

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Tutta l’energia della Sicilia, la sua teatralità e i suoi ritmi: questo è Moviti Ferma, l’ultimo lavoro discografico di Eleonora Bordonaro, finalista alle Targhe Tenco 2020 tra i migliori dischi in dialetto. La voce potente della cantautrice, insieme all’inedito intreccio di marranzano e percussioni restituisce la potenza ancestrale della tradizione musicale siciliana proiettandola negli scenari della contemporaneità. Un racconto al femminile, sensuale e ironico attorno a quel “muvirisi”, cioè “restare” in dialetto, per svelare l’atavico dualismo tra evolvere e resistere, partire e tornare. Un lavoro corale che trova nella condivisione il coraggio di sperimentare nuove contaminazioni tra dialetto siciliano, lingue minoritarie come il gallo Italico di San Fratello, musica popolare, manouche, blues, rock e elettronica.

8 Gennaio 1922 - 8 Gennaio 2022, 100 Anni di storia da non dimenticare

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  di Antonino Scavina. 8 gennaio 1922, una data che ogni sanfratellano, piccolo o grande che sia, non può non conoscere, un giorno funesto che ha segnato la storia di un paese montano; di un borgo che fino ad un secolo fa era uno dei centri siculi maggiormente sviluppati e prosperi dell’area tirrenica occidentale. Nel giro di poche ore, la bellezza, l’arte, la convivialità tra vicini di casa, la gioia, la spiritualità, le tradizioni ma soprattutto le speranze e le certezze di molti furono spazzate via, disintegrate, troncate alla radice di un terreno che forse non era in grado al tempo di sostenere sì tanto peso. Io sono solo un giovane uomo di 35 anni, concittadino sanfratellano e affine alla conoscenza delle mie radici, non ho vissuto l’8 gennaio ma, di certo, questo giorno lo porto inciso nel cuore perché, sin da piccolo in casa, con i nonni e gli anziani del quartiere si è sempre parlato del famoso 8 gennaio che portò via, oltre a palazzi, chiese e monumenti, anche le case e la sic

SAN FRATELLO - Rinasce il Centro Polifunzionale del Cavallo Sanfratellano

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Servizio di OndaTV

Interviste inaugurazione nuovo centro di Ranone San Fratello

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Un Benedetto Rubino inedito

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  Uscirà molto probabilmente nel 2022 un libro che racconterà la vita dello storico, scrittore e antropologo sanfratellano Benedetto Rubino, personaggio illustre ed autore di opere dalla grande valenza storica. Il libro sarà un'occasione per soffermarsi sulle principali conoscenze del Rubino negli anni dello studio e della ricerca, su tutte le amicizie con il Pitrè e il Cocchiara; nonché sulla travagliata vita sociale e politica che lo ha visto anche sindaco di San Fratello, seppur per un breve periodo. L'opera vedrà la luce grazie all'interessamento e alla ricerca del nipote Nuccio Rubino. Verranno pubblicati documenti inediti, aneddoti, aspetti della vita sanfratellana, nonché foto inedite. È risaputo infatti la grande passione per la fotografia del Rubino, difatti gran parte del patrimonio storico fotografico di San Fratello porta la sua firma.

In attesa dell'alba sanfratellana

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  È difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire cantava il maestro Franco Battiato, recentemente scomparso, nella sua famosa canzone Prospettiva Nevsky nel lontano 1980. Accostamento che, purtroppo, calza a pennello per la storica cittadina di San Fratello. L'emblema della decadenza sanfratellana è il centro storico, abbandonato e dimenticato da tutti. Il manifesto di tanta incuria è la stessa Roccaforte, sede di un antico castello medievale, mai inserita in un piano di riqualificazione che dovrebbe portare ad un minimo di fruizione del sito, con la creazione di un belvedere. Poco distante i ruderi malmessi dell'antica San Nicolò, e ancora più giù attende l'inesorabile destino la chiesetta ottagonale del Crocifisso, destinata a collassare su se stessa. Dalla piazzetta del Crocifisso è possibile osservare un vasto territorio violentato dall'uomo con i monumentali ruderi della storica frana del 1922 che nessuno ha mai pensato di recuperare. Il degrado raggiunge li

40 anni fa l'album perfetto di Franco Battiato

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  Ormai una decina d’anni fa, spulciando fra i dischi e le cassette dei miei genitori, ricordo il mio stupore nel vedere come, in mezzo a decine di 45 giri degli anni 60, spuntasse una musicassetta del 1981, "La voce del padrone", di  Franco Battiato . Perché mai i miei genitori, rimasti a Nico Fidenco e i Dik Dik, l’avevano comprata? La risposta è semplice, anche se ho impiegato qualche anno per scoprirlo: nei primi anni 80 Battiato era diventato qualcosa di imprescindibile, per chiunque ascoltasse un po’ di radio o vedesse un po’ di tv. Stupore doppio: come fu possibile che un disco di canzoni pop così raffinate e dai testi così cervellotici riuscisse a vendere oltre un milione di copie (primo nella storia della discografia italiana)? La risposta, in questo caso, è ancora più semplice: ci si trova di fronte a sette canzoni praticamente perfette e intelligenti e, cosa non da poco, orecchiabili e persino ballabili. Tutte le carte in regola (qualcuno più colto direbbe "pi

La “Bibliografia sui Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino”, il nuovo libro di Benedetto Iraci

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di Giuseppe Foti Giunge in libreria la “Bibliografia sui Santi Fratelli Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino” del professore Benedetto Iraci. A San Fratello, sarà possibile acquistare il libro presso la rivendita Tabacchi Maggiore. In aggiunta, si può anche richiedere il libro sul sito dell’editore Montedit di Melegnano (MI): http://www.montedit.it/schedalibro,3131?fbclid=IwAR142qBlkYMqG29N44BNyeu5EU5umqfUd2aWmmpK-BvPli9FlD-Np-bZtog ; sul sito di IBS:  https://www.ibs.it/bibliografia-sui-santi-fratelli-martiri-libro-benedetto-iraci/e/9791259510563 ;   o, ancora, su Bookdealer:  https://bookdealer.it/libro/9791259510563/bibliografia-sui-santi-fratelli-martiri-alfio-filadelfio-e-cirino . La notizia di questo pregevole lavoro era già apparsa su diversi organi di informazione, al momento della sua consegna alle stampe. A questi si rimanda, quindi, per maggiori ragguagli:   http://sottolapietra.blogspot.com/2021/05/la-documentazione-sui-santi-fratelli.html   https://www.ilsycomoro.it/2021/05/

Quale futuro per il museo Latteri del prof. Salvatore Mangione?

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C'è un piccolo gioiello a San Fratello che rischia di essere dimenticato. Si tratta del Museo Etno Storico Antropologico “Ermenegildo Latteri, costituito da un complesso di fabbricati situato nel nucleo più antico del centro abitato di San Fratello. Gli edifici ristrutturati seguono l’impianto urbanistico originario dell’antico quartiere e mantengono le caratteristiche peculiari dell’architettura storica di San Fratello. Tale pregevole impianto edilizio viene apprezzato, in ragione del suo valore intrinseco, ma soprattutto perché testimonianza di unità urbane rimaste integre nel tempo come bene di interesse storico-documentario che, unitamente alla destinazione museale esprime una memoria storica locale con valenza tanto storica quanto artistica. Il museo ha quattro sezioni, ospitate ognuna in una stanza: settimana Santa, cultura contadina, santi neri siciliani, nonché una riproduzione ottocentesca di una casa contadina. L’opera è stata fortemente voluta dal prof. Salvatore Mangio

Gli arabi in Sicilia

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All'impresa di Messina ci andò FADHL IBN GIÀFAR, della tribù di Hamadán. I messinesi si difesero eroicamente per un anno intero respingendo i continui e vigorosi assalti del nemico e solo nell'autunno dell'843 la città - i difensori presi alle spalle da una schiera saracena mentre tentavano di ricacciare il resto dell'esercito musulmano che li assaliva dalla marina - fu espugnata. Dopo la conquista di Messina la parte della Sicilia presa di mira dalle armi dei musulmani fu l'orientale, quella che più tardi si denominò Val di Noto. Nell'845 Modica cadeva in potere degli invasori e nello stesso anno, come pare, i Musulmani, capitanati da ABBÁS IBN-FADHL, procurarono una clamorosa disfatta nei pressi di Butera ad un esercito bizantino che lasciò nella fuga circa diecimila uomini. L'anno dopo, Fadhl ibn-Giàfar attirava in un agguato abilmente teso i difensori di Lentini e s'impadroniva della città, mentre nell'848 si arrendeva Ragusa ch'ebbe le mura